Il teologo Mancuso: libertà di scelta, punto d’incontro tra laici e cattolici
«Il confine sta tra il deliberare sulla propria vita e la vita altrui», dal Corriere della Sera del 22 Luglio 2008.
Vito Mancuso, autore del dibattutissimo L’ anima e il suo destino, rappresenta un (raro) caso di teologo che ama parlar chiaro: «Prendiamo coscienza che nella nostra società ormai convivono diverse concezioni del mondo e quindi diverse etiche. Il diritto, d’altra parte, non può che essere unico e valido per tutti». E allora? «E allora il punto è semplice: il confine sta tra il deliberare sulla propria vita e sulla vita altrui. È lecito decidere per sé, non per gli altri. Io personalmente sono contrario a che si interrompa l’alimentazione di Eluana, ma la tragedia nella tragedia si dà proprio per l’assenza di un documento giuridicamente valido che ci dica la sua volontà: non sappiamo come la pensi lei. Per questo c’è bisogno del testamento biologico come strumento di libertà».
Da parte cattolica la libertà di scelta non è vista di buon occhio…
«Ma che potrei fare, da credente? Imporre la mia visione a chi non la pensa come me? Magari costringerlo a stare legato a una macchina? Ciò che per me può essere edificante, avere un senso, per un altro magari è una tortura. Da cattolico che ragiona per cercare un punto di accordo non vedo che la volontà di imporre con violenza un’ etica. Va bene evangelizzare, un progetto culturale alla Ruini, una battaglia di idee, la lotta delle “cifre” di Jaspers. Ma l’etica, per definizione, non si impone».
E la sacralità della vita?
«La chiave di volta è pensare che la sacralità della vita è la vita libera. Questo è il senso profondo della creazione: Dio ci ha voluto liberi, perché senza libertà non c’è amore. Penso a ciò che disse il cardinale Carlo Maria Martini: la prosecuzione della vita umana fisica non è di per sé il principio primo e assoluto, sopra di esso sta la dignità umana. E dove si dà questo principio di dignità se non nel rispetto delle convinzioni altrui?».
Ma un uomo, per chi crede, può decidere della propria fine?
«Guardi, il discorso qui diverrebbe enorme. Se noi cattolici ragioniamo sul fatto che è Dio a decidere quando finisce la vita, si apre l’immane voragine delle morti insensate e assurde. Un ubriaco in auto uccide due ragazze. Un bimbo di tre anni muore di leucemia. L’ha voluto Dio? Il fine della creazione è imporre un dominio? Io non lo credo. Credo sia l’amore. E che l’ onnipotenza divina dispieghi se stessa nel costruire un modo libero».
Il signor Ravasin parla di «accanimento terapeutico», è d’accordo?
«Sì. Del resto trovo artificiosa anche la distinzione tra eutanasia attiva e passiva. Per me è inconcepibile dare la morte. Ma se dopo terapie reiterate la cura è impossibile, il peggioramento progressivo e uno dice: basta… Io sono contrario, ma in base a quale principio lo Stato laico può impedirglielo?».
Tags: Biologia, Democrazia, Etica, Laicità, Libertà, Mancuso, Testamento biologico
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