Berlusconi vuole la comunione per i divorziati: chissà se l’amico Ratzinger…

La notizia è di quelle tipicamente estive, impastate di scherzo, sole, pigrizia mentale e fisica. Eppure è vera. Risulta che Berlusconi al vescovo di Tempio Pausania che officiava la messa a S. Lorenzo in Porto Rotondo (Sardegna) abbia chiesto testualmente: “Monsignore, ma quando cambierete la regola che i divorziati non possono prendere la comunione?”
Ovviamente, la risposta alla richiesta di comunione per i divorziati è di netta chiusura e basta sentire la risposta – ipocrita – di Marco Vergottini, vicepresidente dell’Associazione Teologi Italiani, per dire che sì, “L’ordinamento canonico non prevede la possibilità di celebrare altre nozze [ma questo succede benissimo nella Chiesa Ortodossa]…” Eppure, continua l’illustre teologo, “… quando un fenomeno come i divorzi è così rilevante in modo quantitativo, assume anche un’importanza qualitativa.” E’ il classico colpo sia al cerchio che alla botte.

Quello che ricaviamo dall’episodio è che forse la consonanza politica di Ratzinger col governo attuale potrà sortire qualche novità. Staremo a vedere. Inoltre, riusciamo a capire che il bisogno della comunione – il bisogno della vicinanza interiore del corpo di Cristo – è superiore al rispetto delle regole e questo desiderio di Cristo dovrebbe essere lo spartiacque generale e totale con tutto il resto, ordinamento canonico incluso.

Infine, la misericordia e l’amore (nel senso della Carità di S. Paolo) potranno avere la meglio sul legalismo ipocrita che avvelena la Chiesa Cattolica attuale.

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