Messa in latino, sì o no… E se facessimo a meno del “consiglio”?
Pochi giorni fa il segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti ha dichiarato che vi è una specie di boicottaggio e obiezione di coscienza contro l’uso del latino durante la liturgia.
L’idea di un “boicottaggio” non è nuova, anzi il polemista Antonio Socci (vedi link) aveva già espresso l’ipotesi che il vero bersaglio di tale azione contraria sia in verità Papa Raztinger. In questo Socci non si smentisce mai e pretende di superare il discernimento e lo Spirito Santo nel prefigurare le intenzioni altrui, ma tant’è.
Riteniamo che l’osservanza letterale delle disposizioni – peraltro opzionali, non necessariamente obbligatorie – sia un’offesa alla libera coscienza del cristiano, anche sacerdote, che voglia invece proporre di vivere il Vangelo nella vita quotidiana e vera.
Spesso si confonde la fede e il desiderio di sacralità con osservanza esteriore di una qualche disposizione, come se il Signore avesse bisogno proprio di questo. Sarà davvero così?
Neanche il Papa (cfr. discorso completo di Benedetto XVI ai neocatecumenali, il 12 gennaio 2006) può imporre il bavaglio allo Spirito e alla coscienza. Cristiani si è anche eventualmente contravvenendo al Papa, cui non si deve obbedienza se palesemente in contrasto con lo Spirito.
Tags: Messa in latino, Neocatecumenali, Papa, Ratzinger, Socci
You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.