In un lungo articolo apparso sul quotidiano La Repubblica di oggi martedì 28/04/2009, il teologo Vito Mancuso argomenta la tesi secondo cui la salvezza non è esclusivamente proveniente dalla Chiesa. Più precisamente, anche in risposta a Enzo Bianchi Mancuso afferma che i veri parametri discriminanti sono l’amore e l’esercizio di giustizia, per cui cade del tutto l’idea “extra Ecclesia nulla salus”. I detrattori di Mancuso lanciano a Mancuso l’accusa di gnosi, di un agire che non tiene conto del divino, mentre Mancuso sottolinea proprio che attraverso amore e giustizia si segue il dettato evangelico e si concretizza l’agire del Signore, qui e adesso, non nelle teorie.
Mancuso: la salvezza viene dalla giustizia, non dall’appartenenza alla Chiesa
Posted 28 Aprile 2009 by carboneCategories: Chiesa Cattolica
Tags: bianchi, Chiesa, gnosi, Mancuso, Salvezza
The Lancet: “Ratzinger, l’AIDS e preservativi? Si redima”
Posted 29 Marzo 2009 by carboneCategories: Attualità, Papa, Ratzinger
Tags: AIDS, preservativo, The Lancet

The Lancet
Questo post non è originale, ma vuole presentare spunti di riflessione culturale indipendenti dall’ambito di fede, perché proponiamo all’attenzione dei Lettori una lettura della rivista inglese The Lancet, una delle riviste mediche più prestigiose al mondo, scende in campo contro il papa nel nome della scienza.
Nota bene: il grosso del post è ripreso dal quotidiano torinese La Stampa di oggi e che trovate a questo link direttamente.
“A Benedetto XVI [The Lancet] non perdona le affermazioni sull’uso del preservativo e la lotta all’Aids all’inizio del suo viaggio in Africa, accusandolo di «falsare» la scienza. I tanto discussi commenti di Joseph Ratzinger sul fatto che il condom aggrava i problemi del virus dell’Hiv, secondo il giornale sono «terribilmente imprecisi» e potrebbero avere conseguenze devastanti. Com’è noto nel suo primo giorno della sua prima visita in Africa il 17 marzo, Benedetto XVI ha affermato che «non si può risolvere il problema dell’Aids con la distribuzione dei preservativi», che al contrario, «aggravano il problema», scatenando le ire dei governi di Francia, Germania, Spagna e dell’Unione europea. Invece del preservativo, Ratzinger ha proposto di combattere la «devastante epidemia» con astinenza e preghiere. La rivista londinese ha sottolineato che il papa ha «pubblicamente distorto le prove scientifiche per promuovere la dottrina cattolica sul tema», aggiungendo che il profilattico è l’unico modo efficace per ridurre la tramissione sessuale della malattia. «Non è chiaro se l’errore del papa sia dovuto a ignoranza o a un tentativo deliberato di manipolare la scienza per sostenere l’ideologia cattolica», ha aggiunto Lancet, chiedendo al Vaticano di rivedere le affermazioni. «Quando una persona potente, sia una figura religiosa o politica, fa una affermazione scientifica falsa, ciò può essere devastante per la salute di milioni di persone, e deve smentire o correggere la dichiarazione», afferma la rivista, secondo la quale ciò va anche a discapito di chi lavora per la salute, compresi migliaia di cattolici, per cercare di arginare la diffusione dell’Aids.”
Bagnasco e la CEI all’attacco del buonsenso
Posted 24 Marzo 2009 by carboneCategories: Vita della Chiesa
Tags: Bagnasco, CEI, Critica, Democrazia, Papa, Ratzinger
Prima i fatti e poi i commenti. Aprendo i lavori del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale il cardinale Bagnasco si è scagliato duramente contro chi ha “irriso e usato violenza contro le parole del papa”. La vicenda riguarda specificamente le critiche sulla maldestra gestione del “rientro” dei lefebvriani nella Chiesa Cattolica e quanto Ratzinger ha detto in Afeica contro l’uso del preservativo, cosa che addirittura “risulta dannoso e complica il problema Aids”. Le parole del papa sull’Aids sono state smentite, ma ne esistono registrazioni. La chicca finale di Bagnasco è un invito perentorio allo Stato italiano di fare una legge sul fine-vita “inequivocabile”.
Cosa dire quindi? Dopo aver ampiamente detto e invitato, cosa spinge questi vescovi a pretendere così tanto e tanto duramente? Siamo sul baratro di una persecuzione anti-clericale? I cattolici in Italia rischiano cattiverie, emarginazione, silenzio? Il papa è tacitato ogni buona volta che parla? È lo stesso papa che scriveva nei commentari ai documenti conciliari che l’unico tribunale valido e ultimo, anche a fronte della Chiesa, è la libertà di coscienza individuale? La risposta unica a queste domande retoriche è ovviamente no. Allora? Forse è solo l’arroganza del potere, di chi non vuole contestazione alcuna e/o dissenso chiaro rispetto a chi non ha mai un impatto mediatico come il papa. Che poi vi sia un dissenso riflesso questa è materia di coscienza dei singoli. È materia di bene pubblico, invece, non scambiare un precetto con l’obbligo legale, un peccato con un crimine, un’espressione di fede (quella che è assente in questa Chiesa vaticana) con il comportamento di tutti.
Papa Ratzinger e l’AIDS in Africa. Ma i vescovi (Ratzinger compreso) sanno amare?
Posted 18 Marzo 2009 by carboneCategories: Ratzinger
Suscitano forti polemiche le parole del papa sull’uso del preservativo. “Grandissima preoccupazione” è stata espressa oggi dal ministero degli Esteri francese per “le conseguenze” sulla lotta contro l’Aids delle frasi pronunciate dal Pontefice durante il suo viaggio in Africa: “La Francia esprime la sua più viva inquietudine per le consequenze delle dichiarazioni di Benedetto XVI”, ha dichiarato il portavoce del ministero Eric Chevallier. Gli fa eco Berlino: “I preservativi salvano la vita, tanto in Europa quanto in altri continenti”, affermano in un comunicato stampa congiunto il ministro della Salute Ulla Schmidt, e della Cooperazione economica e dello sviluppo, Heidemarie Wieczorek-Zeul. E mentre la Spagna annuncia che invierà un milione di preservativi in Africa e invita il pontefice a fare mea culpa, Bruxelles aggiunge: il preservativo “è uno degli elementi essenziali nella lotta contro l’Aids e la Commissione Ue ne sostiene la diffusione e l’uso corretto”, afferma il portavoce del commissario Ue agli aiuti umanitari Louis Michel.
Particolarmente dura la posizione di Parigi: “Anche se non è nostro compito giudicare la dottrina della Chiesa, crediamo che tali dichiarazioni mettano a rischio le politiche della salute pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana”, ha detto Chevallier. A sollevare le polemiche sono state le parole del Papa che ieri ha dichiarato che non si poteva risolvere il problema dell’Aids con “la distribuzione dei preservativi”, e che, al contrario “questi aggravano il problema”.
Anche il direttore esecutivo del Fondo mondiale per la lotta contro l’Aids, Michel Kazatchikine, ha espresso la sua profonda indignazione a Radio France Inter. “Queste parole sono inaccettabili. E’ una negazione dell’epidemia. E fare tali dichiarazioni in un continente che è sfortunatamente quello più colpito dalla malattia, è assolutamente incredibile”, ha commentato, concludendo “Chiedo che queste parole vengano ritirate, in modo chiaro”.
Tag: AIDS, Africa, Papa, Ratzinger, Chiesa Cattolica, Oscurantismo
Vescovi USA, pompieri che spengono speranze e felicità
Posted 13 Marzo 2009 by carboneCategories: Attualità, Contro l'oscurantismo, Vita della Chiesa
Sì, è proprio questo che pensa don Franco Barbero e scrive nel suo blog (link qui) riguardo la condanna senza appello e immediata che i vescovi cattolici USA hanno pronunciato contro la decisione del presidente Obama di abolire il divieto alle ricerche sulle cellule staminali.
“Scontato, scontatissimo. Il Vaticano ha fatto un fischio e loro si sono già allineati. Obama rilancia la ricerca sulle staminali togliendo i vincoli posti da Bush che due volte era intervenuto con il potere di veto e i gerarchi cattolici sono già allo scontro. Ma questa è un’ottima notizia: la scienza torna a vivere e i pregiudizi vengono rimossi. Obama ha rilasciato due dichiarazioni realistiche ed insieme audaci: “Non posso garantire che scopriremo i trattamenti e le cure che cerchiamo, ma posso promettere che le cercheremo”. E ancora: ” In passato molti scienziati hanno abbandonato gli Stati Uniti perché non potevano portare avanti i propri studi”.
Che orrore. Dove nasce una speranza la gerarchia cattolica si precipita come il corpo dei vigili del fuoco. Sono dei pompieri, specializzati nel soffocare ogni tentativo di generare benessere e felicità.”
La solitudine cercata di Papa Ratzinger
Posted 13 Marzo 2009 by carboneCategories: Attualità, Chiesa Cattolica, Papa, Ratzinger, Vita della Chiesa
Anche questo post è suggerito dalla lettura quotidiana dei giornali e ripropone parte dell’editoriale di Franco Garelli apparso su La Stampa sulla lettera ai vescovi di Papa Benedetto XVI e la sua relatica solitudine. Inoltre,si riprende l’idea che Carboni Ardenti aveva già anticipato: l’immagine di un papa che in solitario eroismo “lotta” contro un sistema di potere (la Curia vaticana) che rema contro e “non gli fa fare il suo mestiere”.
Per fortuna, Garelli va ben oltre e approfondisce come si deve e ci fa riflettere sulla distanza tra Chiesa della gente e Vaticano delle calde e chiuse mura. C’è abbastanza su che riflettere.
“E’ l’ora della solitudine e dello sconforto quella che emerge dalla lettera che Benedetto XVI ha inviato ieri ai vescovi di tutto il mondo per giustificare ancora una volta la sua apertura ai seguaci di mons. Lefebvre e per denunciare le veementi critiche a questo gesto che si sono prodotte in molti ambienti cattolici.
Per il Papa, la Chiesa è oggi un luogo «dove ci si morde e divora a vicenda, come espressione di una libertà male intesa». Frasi durissime, indicano il disagio di un pontefice che non si sente compreso nelle sue scelte, che ha difficoltà a fare sintesi tra le diverse anime della cattolicità. (…)
La Chiesa cattolica non è sondaggio-dipendente, come lo sono invece le forze politiche, le società di marketing e le reti tv. Tuttavia, pur più attenta ai segni del cielo che ai dati dell’audience, essa non può fare a meno di registrare una crisi di appeal, in particolare del suo leader massimo. L’ultima indagine nazionale sulla religiosità in Italia ci dice che – pur in una nazione ancora in larga parte cattolica – il termometro della fiducia nei confronti di Benedetto XVI tocca quota 50, mentre quella verso papa Wojtyla è stabile (nel ricordo) a 80 punti.
(…) Si registra una distanza tra gli orientamenti della Chiesa ufficiale e il sentire della gente comune. Ciò che molti fanno fatica a capire non è che la Chiesa tenga alti i suoi principi, richiami tutti ai valori «irrinunciabili» (verità religiosa, primato della famiglia, rispetto della vita, solidarietà ecc.). Quanto il fatto che su molte questioni emergenti essa esprima posizioni così perentorie, giudizi così netti o anche anatemi che sembrano mettere in secondo piano quel primato della carità che pur fa parte della sua vocazione. Così si diffonde l’impressione di una Chiesa più magistero che maestra, più giudice che madre; più propensa a dettare norme e distinguo su vicende complesse del vivere attuale che a proporre riflessioni capaci di richiamare i grandi principi ma con quel senso del mistero e della compassione umana che ci si attenderebbe dalla Chiesa.”
Ratzinger e le guerre di potere in Vaticano
Posted 13 Marzo 2009 by carboneCategories: Attualità, Chiesa Cattolica, Papa, Ratzinger, Vita della Chiesa
“Papa Benedetto XVI è circondato da lupi con lo zucchetto cardinalizio”. Questo lo trovate scritto su un giornale famoso per il suo equilibrio e garbo, per la sua educazione nei confronti di tutti, Libero. Renato Farina, giornalista ugualmente famoso per la sua specchiata onestà (si veda il caso SISMI – Pollari) si scaglia contro chi “rema contro” l’attuale papa, ovvero Hummes, Silvestrini, ecc. In pratica, tutti coloro che hanno anche una lontana parvenza di apertura mentale.
Noi, invece, vi proponiamo la versione quasi integrale dell’articolo di Marco Politi apparso su La Repubblica di oggi, col titolo “Il Papa e la guerra del Vaticano. Ostilità pronte all’attacco”.
Come dice giustamente il teologo Vito Mancuso, quello che emerge prepotente è in fondo solo il dato della lontananza tra Vaticano, sistema attuale di potere, Papa incluso da un lato e modernità, circolazione delle idee e discussione dall’altro lato. Aggiungiamo noi: i Farina di turno possono inutilmente cercare all’infinito di suscitare emotività pelosa contrapponendo l’eroismo solitario di Benedetto XVI e la caterva di nemici che vi si oppongono, il Sansone contro i Filistei, ecc.
Fino a quando mancherà la vera democrazia e la collegialità delle decisioni questa Chiesa Cattolica ha vertici con metastasi all’interno.
“Una Curia allo sbando, un Papa chiuso nel suo palazzo e costretto a fronteggiare una bufera che l’Osservatore Romano definisce senza esempi in tempi recenti. E fughe di notizie che l’organo vaticano bolla come “miserande”.
Quattro anni dopo la sua elezione Benedetto XVI sperimenta una crisi cruciale del suo pontificato. Ferito e solo, ha scritto parole amare ed aspre ai vescovi di tutto il mondo, lamentando che – per la vicenda della scomunica condonata ai quattro vescovi lefebvriani e specie per il caso Williamson – proprio ambienti cattolici gli abbiano mostrato un’”ostilità pronta all’attacco”. Persino arrivando a trattarlo, lui dice, con “odio senza timore e riserbo”. C’è qualcosa che traballa nella gestione della Curia. Se ne avevano segnali da tempo, ma la rivolta di alcuni grandi episcopati – in Germania, Austria, Francia e Svizzera – contro la decisione papale di graziare i vescovi lefebvriani scomunicati senza ottenere preventivamente una loro leale adesione al concilio Vaticano II, ha messo in luce una disfunzione più generale. Per due volte decisioni papali, che attendevano di essere rese note attraverso la sala stampa, sono state fatte filtrare all’esterno in anticipo causando clamore e polemiche. È successo con il decreto di revoca delle scomuniche, è capitato di nuovo con le indiscrezioni sulla lettera papale ai vescovi.
Giovanni Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano, fustiga in un corsivo le “manipolazioni e strumentalizzazioni” anche all’interno della Curia romana, ammonendo che la Curia è “organismo storicamente collegiale e che nella Chiesa ha un dovere di esemplarità”. Sferzata inedita e dura a chi nel palazzo apostolico non si è attenuto alla linea del riserbo e dell’obbedienza. Ma l’impaccio e le disfunzioni della macchina curiale vanno al di là della vicenda lefebvriana. Benedetto XVI è solo. Ma non perché ci sia un partito che gli rema contro. Bensì per il suo di governo solitario, che non fa leva sulla consultazione e non presta attenzione ai segnali che vengono dall’esterno. Meno che mai quando provengono dal mondo dei media, considerato a priori con sospetto. “Benché sia stato più di un ventennio in Vaticano al tempo in cui era prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede – spiega off record un monsignore – Ratzinger non conosce affatto la Curia. Era chiuso ieri nella sua stanza nell’ex Sant’Uffizio ed è chiuso oggi nel suo studio da papa. Lui è un teologo, non è un uomo di governo. Passa metà della giornata a occuparsi dei problemi della Chiesa e l’altra metà concentrato sui suoi scritti: sul secondo volume dedicato a Gesù”. Monsignore si ferma e soggiunge: “Non è detto che un grande teologo abbia con precisione il polso della realtà così come è”. Certo, esiste in Curia un pugno di fedelissimi. Il cardinale Bertone in primis. O il suo successore alla Congregazione per la Dottrina della fede, Levada. O il nuovo responsabile del dicastero del Culto divino, lo spagnolo Canizares. Parlano il suo stesso linguaggio i cardinali Grocholewski, responsabile del dicastero dell’Educazione cattolica, o Rodè, titolare della Congregazione dei religiosi. E fra i presidenti delle conferenze episcopali è in prima a linea a solidarizzare con il pontefice il cardinale Bagnasco, che prontamente ieri ha espresso “gratitudine” per le chiarificazioni del Papa. Ma la fedeltà non basta. “Ciò che si avverte – spiega un altro frequentatore dei sacri palazzi – è l’assenza di una guida lineare della macchina curiale”. Macchina complessa, che va condotta con mano ferma dal Papa, dai suoi segretari di Stato e qualche volta da alcuni segretari particolari molto attivi dietro le quinte: come Capovilla per Giovanni XXIII, Macchi per Paolo VI, Dziwisz per Giovanni Paolo II. Mons. Gaenswein, ed è un suo pregio caratteriale, non ama giocare a fare il braccio destro (occulto) del Papa. Ma contemporaneamente pesa il fatto che larga parte della macchina curiale non riconosce il Segretario di Stato Bertone come “uno dei suoi”. Bertone non viene dalla diplomazia pontificia. Non ha fatto la trafila dei monsignori che hanno cominciato da minutanti in un ufficio della Curia e poi sono saliti crescendo nella rete di contatti, passando magari attraverso l’esperienza di un paio di nunziature all’estero. Bertone è un outsider. Scelto da Ratzinger perché suo primo collaboratore al Sant’Uffizio e perché di provata sintonia e fedeltà. Ma alla fin fine il mondo curiale non si sente sulla stessa lunghezza d’onda con il “salesiano”. Non è una posizione facile la sua. Da un lato finisce per essere in qualche modo separato dalla macchina curiale, dall’altro non può influire sulla direzione di marcia che di volta in volta Benedetto XVI intraprende. Abile nel controllare e riparare i danni, quando si verificano, il Segretario di Stato può tuttavia intervenire soltanto dopo. (…)
In ultima analisi Ratzinger si esercita in uno stile di monarca solitario. Nella lettera ai vescovi il Papa riconosce che portata e limiti del suo decreto sui vescovi lefebvriani non siano stati “illustrati in modo sufficientemente chiaro” al momento della pubblicazione. Adesso la commissione Ecclesia Dei, guidata dal cardinale Castrillon Hoyos (fino a ieri titolare esclusivo dei negoziati con la Fraternità Pio X), verrà inquadrata nel lavoro della Congregazione per la Dottrina della fede e in tal modo – garantisce il Papa – nelle decisioni da prendere sulle trattative con i lefebvriani verranno coinvolti i cardinali capi-dicastero vaticani e i rappresentanti dell’episcopato mondiale partecipanti alle riunioni plenarie dell’ex Sant’Uffizio. Il rimedio adottato ora rappresenta la confessione che Benedetto XVI nella vicenda non ha coinvolto nessuno, non ha informato nessuno e ha lasciato mano libera al cardinale Castrillon Hoyos, che non lo ha nemmeno informato esaurientemente sui trascorsi negazionisti di Williams, noti da più di un anno per la loro impudenza. I filo-lefebvriani di Curia in questa partita hanno giocato spregiudicatamente la carta delle indiscrezioni per dare per scontato un riavvicinamento ancora tutto da costruire. “Papa Ratzinger – confida un vescovo che ben conosce il sacro palazzo – è stato in fondo generoso nell’assumersi ogni responsabilità senza dare la colpa a nessun collaboratore. Ma nel suo modo di governare c’è un problema: parte sempre dall’assunto che quando è stabilita la verità di una linea, allora si deve andare avanti e basta. Non mette in conto le conseguenze esterne del suo ruolino di marcia e nella sua psicologia non crede nemmeno che gli uomini di Curia siano all’altezza di dargli veri consigli”. Non è casuale allora che siano stati i grandi episcopati d’Europa e del Canada a ribellarsi all’idea che con l’improvvisa mano tesa ai lefebvriani apparisse annacquata l’indispensabile fedeltà della Chiesa contemporanea ai principi del Vaticano II. Persino un intimo di Ratzinger come il cardinale di Vienna Schoenborn è stato costretto a denunciare le “insufficienti procedure di comunicazione nel Vaticano”. Un modo elegante per evitare di criticare direttamente il Papa. Ma proprio in Austria si è giocato un altro evento senza precedenti nella storia dei pontificati moderni. Un vescovo ausiliare scelto dal pontefice è stato respinto dall’episcopato intero di una nazione, costringendo Benedetto XVI a un’ennesima marcia indietro.
Discutere nel “mondo cattolico”: quanto è difficile
Posted 12 Marzo 2009 by carboneCategories: Chiesa Cattolica, Ratzinger, Religione, Vaticano, Vita della Chiesa

L'Avvenire
Proseguiamo il post precedente riguardo la lettera di Papa Ratzinger ai vescovi sulla discussione accesa e critica all’interno della Chiesa Cattolica. Prendiamo spunto e offriamo un esempio concreto della difficoltà di esprimere qualche punto di vista invitando i lettori del nostro blog a provare semplicemente a scrivere al quotidiano della CEI, L’Avvenire. Potrete constatare quanto sia arduo e se non impossibile trovare il link per “postare” i commenti dei lettori. Direte: esiste la pagina del Forum. Bene! Provate a registrarvi in meno di una giornata e poi constatate se il vostro commento possa realmente circolare.
La stessa impossibilità d’intervento la riscontrate se navigate nel blog PapaRatzinger, a opera “personale” (???) di tale Raffaella, che presenta pure una serie di blog collegati e un “piano editoriale” che sicuramente NON è personale, ma frutto di criteri redazionali e organizzativi complessi. Qui non vi sono post, semmai titoli e i link dei titoli non vi rimandano ad alcun contenuto. Potremmo quindi affermare che per questa Raffaella l’informazione sia semplicemente una collezione di slogan, senza reale approfondimento e discussione.
Curiosamente, ma non troppo, se esprimete un parere negativo e non in linea con l’osannamento dell’attuale Vaticano, difficilmente rileggerete il vostro commento postato nel blog succitato.
Benedetto XVI: Nella Chiesa di oggi ci si morde e ci si divora. Forse è meglio dire che si discute e si critica
Posted 12 Marzo 2009 by carboneCategories: Attualità, Chiesa Cattolica, Ratzinger, Religione, Vita della Chiesa
Il post che vi proponiamo riprende la lettera che Papa Benedetto XVI ha scritto ai vescovi di tutto il mondo – con riguardo a quelli tedeschi, austriaci e svizzeri – e si colloca idealmente nel filone di un commento del nostro lettore Ratatouille alla vicenda brasiliana della bimba di 9 anni fatta abortire e, in particolar modo, l’idea che sia meglio “evitare di parlare in pubblico” di certe questioni. Precisiamo che gran parte del post è tratto dal giornale romano Il Messaggero di ieri 11 Marzo (link qui).
Ciò che ne ricaviamo è semplicemente l’impossibilità da parte dell’attuale papa Benedetto XVI di concepire perfino l’idea stessa che sia possibile e doveroso discutere a fondo qualsiasi posizione, perfino se assunta da parte dei vertici vaticani. E’ un’impostazione antropologica, benché prima di essere un aspetto di fede e/o ammantata di verità religiosa. E’ una visione di un potere imbalsamato e imbalsamante. Qui la fede c’entra poco e preoccupa veramente l’idea che sia meglio evitare qualsiasi discussione, anche a costo di “mordere”, se necessario, se ciò serve a onorare la propria libertà di coscienza, quella stessa che neanche Dio vuole limitare.
“La revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani ha lasciato ferite così profonde nella Chiesa, che il Papa ha deciso di scrivere una lettera ai vescovi di tutto il mondo per spiegare e difendere le ragioni della sua decisione ma anche per esprimere la sua tristezza di fronte alle ostilità e agli attacchi di una parte della comunità cattolica e persino – afferma – all’odio scatenatosi contro di lui.
«A volte si ha l’impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo, almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio», osserva Benedetto XVI nel testo di sette pagine che sarà diffuso ufficialmente domani dal Vaticano, ma già anticipato oggi, in ampi stralci, da alcuni organi di stampa, senza che vi siano state smentite ufficiali sui contenuti. «Se qualcuno osa avvicinarglisi, in questo caso il Papa, perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo», sottolinea con amarezza il Pontefice. «A volte si ha l’impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo, almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio», osserva Benedetto XVI nel testo di sette pagine che sarà diffuso ufficialmente domani dal Vaticano, ma già anticipato oggi, in ampi stralci, da alcuni organi di stampa, senza che vi siano state smentite ufficiali sui contenuti. «Se qualcuno osa avvicinarglisi, in questo caso il Papa, perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo», sottolinea con amarezza il Pontefice.
«Una disavventura per me imprevedibile è stata il fatto che il caso Williamson si è sovrapposto alla remissione della scomunica», ammette poi a proposito delle dichiarazioni antisemite del presule britannico della Fraternità lefebvriana. «Il gesto discreto di misericordia verso quattro vescovi, ordinati validamente ma non legittimamente, è apparso all’improvviso come una cosa totalmente diversa: come una smentita della riconciliazione tra cristiani ed ebrei, e quindi come la revoca di ciò che in questa materia il Concilio aveva chiarito per il cammino della Chiesa» (…)
Ratzinger, nella missiva, parla anche di errori compiuti dalla Curia nella vicenda e ne cita esplicitamente due: il primo, non avere consultato Internet, «attraverso il quale si poteva venire a conoscenza delle dichiarazioni negazioniste di Williamson»; il secondo, il modo «non sufficientemente chiaro» di illustrare la remissione della scomunica. Per il futuro, fa capire la lettera (secondo le anticipazioni), ci sarà un ridimensionamento del ruolo della Commissione Ecclesia Dei, la struttura incaricata del negoziato con i lefebvriani e diretta dal card. Dario Castrillon Hoyos. La commissione non si muoverà più in maniera autonoma, ma in collegamento con la Congregazione per la dottrina della Fede, e, attraverso di essa, con le altre congregazioni vaticane e i rappresentanti dell’episcopato mondiale.”
Ratzinger riscopre gli Angeli e prova a conquistare i giovani. Mmmah!
Posted 11 Marzo 2009 by carboneCategories: Attualità, Bibbia, Chiesa Cattolica, Fede, Papa, Ratzinger, Religione, Sacra Scrittura
L’ultima trovata (perdonateci, ma non riusciamo a trovare altro termine) di Papa Benedetto XVI è la rievocazione corposa, nel vero senso della parola, del diabolico nella vita quotidiana e degli angeli a corredo.
Il pretesto è dato dal tempo di Quaresima e il periodo trascorso da Cristo nel deserto, nel tempo delle tentazioni, del possibile allontanamento dal Regno di Dio. Ancora una volta, però, si predilige l’approccio emotivo e impressionante, che tende a separare qualsiasi elemento di vita e di testimonianza quotidiana dal messaggio cristiano qui e ora, evocando paure e connotando fatti, cose ed eventi depotenziando il tema centrale: l’essere come Cristo, non come un angelo qualsiasi.
Inoltre, siamo davvero sicuri che se parlassimo meno degli angeli “toglieremmo una parte significativa del Vangelo”? Ma quando mai? E poi, perché mai privilegiare esclusivamente un’ interpretazione letterale, medievale?
“Satana, l’avversario, che fin dal principio si e’ opposto al disegno salvifico di Dio in favore degli uomini”, è stato evocato da Benedetto XVI nella preghiera dell’Angelus di due domeniche or sono, la prima di quaresima. Citando le tentazioni di Gesù’ nel deserto, che furono opera del Demonio, il Papa ha ricordato però che, “quasi di sfuggita, nella brevità’ del racconto evangelico, di fronte a questa figura oscura e tenebrosa che osa tentare il Signore, appaiono gli Angeli, figure luminose e misteriose che ’servivano’ Gesù’. Essi – ha spiegato – sono il contrappunto di Satana”. Secondo il Papa teologo, “toglieremmo una parte notevole del Vangelo, se lasciassimo da parte questi esseri inviati da Dio, i quali annunciano la sua presenza fra di noi e ne sono un segno. Invochiamoli spesso – ha chiesto ai fedeli presenti in piazza San Pietro – perché’ ci sostengano nell’impegno di seguire Gesù’ fino a identificarci con Lui”.”Angelo vuol dire ‘inviato’ – dice Ratzinger prima dell’Angelus, davanti alla folla radunata in piazza San Pietro -. In tutto l’Antico Testamento troviamo queste figure che nel nome di Dio aiutano e guidano gli uomini”. “Cari fratelli e sorelle – è l’invito del Pontefice – toglieremmo una parte notevole del Vangelo, se lasciassimo da parte questi esseri inviati da Dio, i quali annunciano la sua presenza fra di noi e ne sono un segno”. “Gli angeli servono Gesù, che è certamente superiore ad essi, e questa sua dignità viene qui, nel Vangelo, proclamata in modo chiaro, seppure discreto. Infatti anche nella situazione di estrema povertà e umiltà, quando è tentato da Satana – conclude il Papa – Egli rimane il Figlio di Dio, il Messia, il Signore”.
A commento, riportiamo appresso un estratto di pensieri (2003) del biblista Alberto Maggi, dei Servi di Maria, su fariseismo, potere, il diabolico e altro. Chi vuole intendere, intenda.
“Un uomo come Gesù, con il fascino che esercitava sulle folle, faceva gola a tutti i partiti e gruppi religiosi dell’epoca. Anche il diavolo era pronto ad appoggiare Gesù, se solo costui avesse accettato la piccola clausola dell’adorazione del potere.
I farisei tentarono più volte di portare dalla loro parte Gesù, ma senza successo. Sia i farisei sia Gesù in fondo desideravano la stessa cosa: la realizzazione del regno di Dio.
Diversi erano i metodi per realizzarlo.
Per i farisei si trattava di osservare ogni minimo dettaglio della Legge, separandosi così dal resto del popolo. Per Gesù il regno di Dio è già realtà ovunque l’amore si fa servizio.
I farisei organizzarono perfino delle cene di lavoro per convincere il rabbi Galileo della bontà dei loro propositi, ma Gesù mandò all’aria tutti i pranzi ai quali fu invitato, lasciando i commensali furibondi col boccone di traverso.
Ugualmente scribi e sadducei tentarono di appropriarsi di Gesù, dichiarandosi persino disposti a credere in lui, se solo fosse andato incontro ai loro desideri legittimando l’immagine di un Dio potente (“Maestro, da te vogliamo vedere un segno!”, Mt 12,38).”
Firenze: cittadinanza onoraria a Beppino Englaro
Posted 10 Marzo 2009 by carboneCategories: Attualità, Vita della Chiesa
Giuseppe Englaro, padre di Eluana, è cittadino onorario di Firenze. Lo ha deciso ieri il consiglio comunale, dove è andata in scena l’ennesima spaccatura all ‘ interno del Partito Democratico sui temi etici. L’atto, è passato con 22 voti favorevoli, 16 contrari e 3 astenuti, tutti del Pd. Una maggioranza risicata, che mette in luce le contraddizioni ideologiche di fondo esistenti tra l’ala laica e quella cattolica contrapposte all’ interno del partito guidato da Dario Franceschini. Due blocchi contrapposti quindi, in maniera inequivocabile. Il sindaco considera la cittadinanza onoraria ad Englaro «un atto nefasto, offensivo e distruttivo», mentre l’Arcidiocesi di Firenze si sente in diritto di intervenire (senza averne alcun titolo): «Una maggioranza, peraltro sfilacciata, del Consiglio comunale di questa città – scrive l’Arcidiocesi – ha pensato bene di dare un tono di protagonismo a un finale di legislatura perlomeno problematico».
Opus Dei all’attacco in America Latina
Posted 10 Marzo 2009 by carboneCategories: Attualità, Chiesa Cattolica, Contro l'oscurantismo, Fede, Vita della Chiesa
Dall’agenzia ADISTA (vedi notizia completa qui):
“È guerra aperta, nella Chiesa del Paraguay. A dichiararla è stato un vescovo dell’Opus Dei, mons. Rogelio Livieres Plano, della diocesi di Ciudad del Este. E lo ha fatto su due diversi fronti: quello della sua diocesi e quello dell’episcopato. I vescovi del Paraguay hanno saputo di questa guerra dai giornali, su cui è trapelato lo scorso dicembre il contenuto di una lettera riservata consegnata da mons. Livieres a Benedetto XVI durante la sua visita ad limina dello scorso settembre (e, secondo quanto riferito dallo stesso vescovo, letta direttamente da lui alla presenza del papa). Nella lettera, mons. Livieres Plano denunciava “disordine dottrinale” e “mancanza di coerenza tra la dottrina della Chiesa da un lato e l’azione di vescovi e sacerdoti dall’altro”, sostenendo che in Paraguay si è costituita una specie di Chiesa nazionale o parallela “in contrapposizione alla Chiesa universale” e che la formazione dei futuri sacerdoti nel Seminario Maggiore è più politica che teologica, tanto da costringerlo a creare un altro seminario in Alto Paraná. Pertanto, il vescovo suggeriva di scegliere i futuri vescovi tra i preti stranieri “con una salda adesione alla dottrina ortodossa”.
Vaticano conferma scomunica per l’aborto di bimba brasiliana di 9 anni
Posted 10 Marzo 2009 by carboneCategories: Senza Categoria
Quanto segue è fedelmente riportato dal comunicato dell’agenzia di notizie ASCA sulla vicenda della bimba brasiliana di 9 anni violentata e messa incinta dal patrigno. La bimba è stata fatta abortire, secondo la legge brasiliana e secondo le precauzioni normali di salute (sarebbe morta di parto, avendo due gemelli in grembo). Tutti coloro che hanno partecipato all’aborto sono stati solertemente scomunicati.

Papa Ratzinger all'arrivo in Brasile il 9/05/2007 accolto dal presidente Lula
” ‘Non esiste piu’ uno spazio di innocenza dei bambini”. E’ questo il commento all’ASCA di padre Gianfranco Grieco, capo ufficio del Pontificio consiglio per la famiglia, sul caso della bambina di nove anni rimasta incinta in seguito ad uno stupro in Brasile e che, dopo la decisione di abortire, ha fatto scattare la scomunica per la madre e i medici, da parte dell’ arvescovo di Recife, Jose’ Cardoso Sobrinho.
”L’ arcivescovo – tiene a precisare padre Grieco in riferimento a mons. Jose’ Cardoso Sobrinho, che ha confermato alla stampa locale la scomunica delle persone coinvolte – non ha agito da giudice” ma ha semplicemente confermato un fatto ”inevitabile” per la Chiesa cattolica.
Padre Greco, pero’, punta il dito anche sulle modalita’ con cui e’ stata affrontata tutta la vicenda. ”Se la cosa fosse stata decisa nella privacy, in un momento di comprensibile dolore – spiega – sarebbe stato anche comprensbile. Ma questa madre insieme a questi medici diventano piu’ loro i protagonisti della stessa vittima”.
”La violenza – precisa – e’ violenza e’ basta”, anche se il sacerdote tiene a ricordare i numerosi casi di violenza su suore, donne adulte e consacrate, in casi di guerra come quella in Bosnia, che non sono sfociati pero’ in un aborto.
Obama finanzia ricerca su cellule staminali
Posted 10 Marzo 2009 by carboneCategories: Attualità
Questo post è tratto dall’articolo di Maurizio Molinari sul quotidiano La Stampa, che apparirà martedì 10/03 col titolo “Obama fra scienza e crisi“. Con la buona pace di qualche vescovo vaticano che ragiona ancora con la penna d’oca.
“Con la decisione di abolire i limiti al finanziamento pubblico della ricerca sulle cellule staminali Barack Obama si propone di fare della scienza un motore della ripresa economica, sottolinea di opporsi a limitazioni politiche della ricerca e conferma la sua fede religiosa in «bene comune» che va oltre qualsiasi dogma.
Il legame fra scienza ed economia è descritto dai volti di coloro che circondavano il Presidente americano al momento della firma alla Casa Bianca dell’ordine esecutivo e del memorandum sull’integrità scientifica: il biologo molecolare Peter Agre, Nobel per la chimica, Patricia Bath, inventrice dell’uso del laser per togliere la cataratta, Robert Horowitz, biologo all’avanguardia nella ricerca sul cervello, Janet Rowley, la genetista che individuò nella traslocazione dei cromosomi la causa della leucemia, e Harold Varmus, Nobel per la medicina.
Sono cinque nomi nei quali l’America rispecchia quella «capacità di inventare ciò che non possiamo immaginare» sulla quale Obama scommette per trasformare la scienza in un vettore di investimenti, ricchezza e posti di lavoro individuando nella ricerca delle risposte alle malattie incurabili la frontiera più avanzata del sapere umano.”
Brasile: Bimba di 9 anni stuprata abortisce e l’arcivescovo scomunica i medici
Posted 6 Marzo 2009 by carboneCategories: Attualità, Chiesa Cattolica, Contro l'oscurantismo
Tags: Aborto, Brasile, Innocenza
Questo post non è originale, ma è tratto dalla lettura del giornale La Repubblica di oggi. Si può dissentire da molte cose che il giornale di Scalfari e Mauro pubblica, come libertà vuole, ma non è possibile accettare la cattiveria, anche se travestita da porporato vescovile. Se Carità esiste, allora sarebbe il caso che battesse un colpo. Per la salvezza di quella bambina innocente.
“Scomunica. Sentenza inappellabile della Chiesa cattolica brasiliana contro i medici che hanno fatto abortire una bimba di nove anni, stuprata dal patrigno e incinta di due gemelli. L’aborto, ha specificato José Cardoso Sobrinho, arcivescovo di Olinda e Recife, è un crimine agli occhi della Chiesa e la legge degli uomini non può sovrastare quella di Dio. Durissimo il commento del ministro della Sanità brasiliano, che ha accusato la Chiesa di aver adottato una posizione “estremista” e “inopportuna”.
Il patrigno, indagato per stupro, ha ammesso che abusava della bambina da quando aveva 6 anni. Alla piccola, ricoverata presso un ospedale di Recife, sono stati somministrati farmaci abortivi mercoledì pomeriggio. A giudizio dei sanitari portare a termine la gravidanza avrebbe comportato gravi rischi, o addirittura la morte, per la bambina. Secondo la legge brasiliana, l’aborto è consentito in caso di stupro o di rischi per la vita della madre. La bambina, fanno notare i medici, rientrava in ambedue le categorie.
L’arcivescovo, esponente dell’ala più integralista della Chiesa brasiliana, è immediatamente passato al contrattacco. “La legge di Dio è superiore a qualunque legge umana” ha proclamato. “Quindi se la legge umana, cioè una legge promulgata dagli uomini, è contraria alla legge di Dio, questa legge umana non ha alcun valore” ha detto, riferisce il sito del quotidiano O globo. Quindi tutte le persone che hanno partecipato all’aborto (con l’eccezione però della bambina) sono state scomunicate.
La decisione è stata condannata dal ministro della Salute José Gomes Temporao: “Credo che la posizione della Chiesa sia estremista, radicale e inopportuna”, ha detto in nottata il ministro nel corso di un programma radiofonico. “Sono scioccato per la posizione radicale di questa religione che – ha aggiunto – nell’affermare a torto di voler difendere una vita, mette un’altra vita in pericolo”.